L’Italia ha recentemente introdotto importanti riforme nelle procedure di richiesta di cittadinanza, con particolare riferimento a coloro che la richiedono per discendenza (iure sanguinis). In vigore da marzo 2025, queste modifiche mirano a semplificare il processo e garantire che i richiedenti mantengano un legame autentico e diretto con il Paese.
Cosa è Cambiato?
Maggiore Severità nei Requisiti di Idoneità per la Cittadinanza per Discendenza
In precedenza, individui con ascendenze italiane, indipendentemente da quanto lontane, potevano richiedere la cittadinanza, a condizione di fornire prova di una discendenza ininterrotta. Con le nuove normative, solo coloro che hanno un genitore o un nonno nato in Italia sono considerati idonei. Questa modifica riduce significativamente il numero di potenziali richiedenti.
Aumento delle Tasse Governative
Le tasse per la presentazione delle domande sono aumentate in modo sostanziale:
- Domande Consolari: Incrementate da €300 a €600 per ogni richiedente adulto.
- Domande presso i Comuni in Italia: I comuni sono ora autorizzati a richiedere fino a €600 per richiedente.
- Domande Giudiziarie: Per le istanze che richiedono intervento legale (come i casi di discendenza materna antecedenti al 1948), la tassa di deposito è ora di €600.
- Richieste di Documenti Storici: Potrebbe essere applicata una tassa aggiuntiva fino a €300 per il recupero di documenti con più di 100 anni relativi a individui diversi dal richiedente.
Nuove Esigenze
- Competenza Linguistica: È richiesto ai candidati di dimostrare una competenza linguistica in italiano almeno a livello B1 tramite certificazione ufficiale.
- Residenza Minima: Alcuni richiedenti devono provare una residenza minima di tre anni in Italia per soddisfare i nuovi criteri.
Perché Questo Cambiamento?
Il governo italiano intende ridurre gli abusi nel sistema di cittadinanza, in particolare da regioni come l’America Latina, dove alcuni richiedenti risalivano a lontane ascendenze per ottenere benefici nell’UE. Questi aggiornamenti sono progettati per rafforzare l’integrità del sistema e garantire un legame più stretto tra l’Italia e i suoi nuovi cittadini.
Prospettive Future: Un Possibile Referendum
Parallelamente a queste riforme, è stato proposto un referendum nazionale per rendere il processo di naturalizzazione più accessibile. Se approvato, ridurrebbe il periodo di residenza richiesto in Italia da dieci a cinque anni e permetterebbe ai nuovi cittadini di trasmettere immediatamente la cittadinanza ai propri figli. La misura è attualmente sotto revisione legale e potrebbe essere sottoposta a voto nel 2025.
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